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​AutoRicerca - Numero 19 - Anno 2019 - Effetto Osservatore
​AutoRicerca - Issue 19 - Year 2019 - Observer Effect


Il diciannovesimo numero di AutoRicerca (disponibile anche in inglese) è interamente dedicato al tema della fisica quantistica, con tre scritti a cura di Massimiliano Sassoli de Bianchi. Il primo è un’edizione aggiornata ed espansa di un libricino che l’autore ha pubblicato nel 2013, dal titolo "Effetto Osservatore". Il secondo è la “traslitterazione” di un video che l’autore ha pubblicato nel 2012, sul tema del principio di indeterminazione di Heisenberg e della non-spazialità quantistica. Infine, il terzo è un breve articolo in cui si esplora la possibilità di autoteleportazione spontanea di un corpo umano. 

​The nineteenth issue of AutoRicerca (also available in English) it is entirely dedicated to the topic of quantum physics, with three essays by Massimiliano Sassoli de Bianchi. The first is an updated and expanded edition of a booklet that the author published in 2013, entitled "Observer Effect". The second is the "transliteration" of a video that the author published in 2012, on the subject of the Heisenberg's uncertainty principle and quantum non-spatiality. Finally, the third is a short article in which the possibility of spontaneous self-teleportation of a human body is explored.
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Effetto Osservatore
​​​​​​​Observer Effect

Massimiliano Sassoli de Bianchi

Secondo l’interpretazione ortodossa della meccanica quantistica, nessun fenomeno sarebbe tale se non viene prima osservato. A questa paradossale conclusione, nota con il nome di effetto osservatore, o problema della misura, Einstein ribatteva, a giusto titolo, che la luna continuava ad esistere indisturbata anche quando nessuno la guardava. Ma in che misura possiamo affermare che le nostre osservazioni sono in grado di creare la realtà? Ed è proprio vero che la meccanica quantistica sarebbe giunta alle stesse conclusioni di alcune filosofie mistico-religiose, che affermano che l’universo altro non sarebbe che un prodotto della coscienza?

​​​​​​​According to the orthodox interpretation of quantum mechanics, no phenomenon can be such if not first observed, and reality cannot exist in the absence of observation. To this paradoxical conclusion, known as the observer effect, or measurement problem, Einstein retorted, quite rightly, that the moon continued to exist, undisturbed, even when nobody was watching it! But to what extent can we say that our observations can create our own reality? And is it really true that quantum mechanics would have reached the same conclusions as some mystical-religious philosophies, which claim that the universe is a product of the consciousness?

Il principio di Heisenberg e la fisica degli spaghetti
Heisenberg's principle and the physics of spaghetti

Massimiliano Sassoli de Bianchi

Questo è un testo scritto in stile didattico, in cui avrete modo di comprendere, abbastanza approfonditamente: (1) il famoso Principio di Indeterminazione di Heisenberg, che descrive i limiti insiti in alcuni dei nostri processi osservativi; (2) l’Effetto Compton, che descrive l’interazione di un’onda elettromagnetica con una “particella” microscopica; (3) le ragioni del Principio di Complementarità di Bohr, che è poi un principio di incompatibilità; (4) il Criterio di Realtà (o di esistenza) elaborato da Einstein, Podolski e Rosen, e la sua successiva rivisitazione da parte di Piron e Aerts; (5) la misteriosa non-spazialità delle entità quantistiche di natura microscopica, spesso indicata con il termine di non-località.

This is a text written in a popular science style, in which I will explain: (1) the famous Heisenberg uncertainty principle, expressing the experimental incompatibility of certain properties of micro-physical entities; (2) the Compton effect, describing the interaction of an electromagnetic wave with a particle; (3) the reasons of Bohr’s complementarity principle, which will be understood as a principle of incompatibility; (4) the Einstein, Podolski and Rosen reality (or existence) criterion, and its subsequent revisitation by Piron and Aerts; (4) the mysterious non-spatiality of the quantum entities of a microscopic nature, usually referred to as non-locality.
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Sulla probabilità di autoteleportazione di un corpo umano
On the self-teleportation probability of a human body
Massimiliano Sassoli de Bianchi

In questo articolo, fornirò una stima della probabilità autoteleportazione di un corpo umano, vale a dire, della probabilità che un individuo possa di colpo svanire da un luogo per poi, poco dopo, ricomparire in un altro luogo, a numerosi chilometri di distanza, secondo le leggi della fisica quantistica. Lo farò sulla base di un certo numero di ipotesi semplificatrici, alcune delle quali saranno inevitabilmente di natura fantascientifica. Le nozioni di 'non-spazialità' e di 'regola di superselezione' verranno altresì brevemente discusse. 

The probability of quantum relocation of a human body, at a given distance, is estimated using two different methods, giving comparable results. Not only the obtained values for the probabilities are inconceivably small, but assumptions of a sci-fi nature are also necessary to ensure that they are not identical to zero. The notions of 'non-spatiality' and 'superselection rule' are also briefly discussed.